Il mio flauto

La presente raccolta di poemi è tratta dalla collezione chiamata Il mio flauto (My flute). Essa comprende il primo poema di Sri Chinmoy scritto in inglese, The Golden Flute, Il Flauto dorato.


L’ASSOLUTO

Non mente, non forma, esisto soltanto;
Cessati son ora ogni volontà e pensiero.
La fine ultima della danza della natura,
Io son Colui che ho cercato.
Un reame di beatitudine nuda, ultima;
Aldilà di conoscitore e conosciuto;
Un riposo immenso gioisco infine;
Di fronte ho l’Uno soltanto.
Ho attraversato le segrete vie della vita,
Sono divenuto la Meta.
La verità immutabile è rivelata;
Io sono la via, l’Anima-Dio.
Il mio spirito è cosapevole di tutte le altezze,
Io sono muto nel cuore del Sole.
Nulla baratto con tempo e azioni;
Il mio gioco cosmico è compiuto.



I PELLEGRINI DEL SIGNORE SUPREMO

Siamo i pellegrini del Signore Supremo
Sul sentiero dell’Infinità.
Abbiamo ora frantumato
La porta dell’ostruzione.
Abbiamo frantumato la notte
Di tenebra oscura, di incoscienza,
E l’eterna, indomabile paura della morte.
Il veliero della superna luce dell’aurora
Ci sta facendo segnali,
E il pilota del mondo
Del sacro legame d’amore divino
Ci sta facendo segnali.
Le mani del liberatore ci attirano
Verso l’oceano del grande ignoto.
Conquistato il respiro di vita
Nella terra dell’immortalità,
Portando alto il vessillo
Del Signore Supremo,
Noi ritorneremo,
Goccie e fiamme
Della luce di trasformazione.
 


 
PREZIOSO

Preziosa oltre misura è la volontà di Dio,
Non si può annulare il suo potere.
Preziose oltre misura son le lacrime umane,
Loro soltanto possono abbracciare l’ora di Dio.
Prezioso oltre misura è l’amore umano,
Che svela il suo volto dorato.
Prezioso oltre misura è il dono di Dio:
La sua grazia che tutto compie.
 


 
DIO E IL MONDO 

Il mondo e Dio:
Come armonizzarli?
Difficile? No.
Non c’è da stupirsi.
Nostro padre è Dio,
Il mondo è nostra Madre.
Questa verità vivente
E’ il riparo che ci protegge.
Il Padre è il Volto,
La Madre è il sorriso.
Senza l’uno,
L’altro è inutile.


 
HO PAURA

Ho paura di parlare, ho paura di parlare.
La mia lingua è uccisa, il mio cuore è debole.
Ho paura di pensare, ho paura di pensare.
La mia mente incontrollata tende ad affondare.
Ho paura di vedere, ho paura di vedere.
Mangio i frutti dell’albero-ignoranza.
Ho paura d’amare, ho paura d’amare.
Un treno di dubbi, attorno e sopra.
Ho paura di essere, ho paura di essere.
Da molto m’è morta la mia vita di fede.



CHI COMPRERA’ IL MIO ORGOGLIO GIGANTESCO?

In vano cerco di vendere il mio orgoglio gigantesco,
Nessun’anima si avventura a comprarlo.
Mio amato Signore, tu ci provi!
Soltanto tu puoi cavalcare questo cavallo vitale.
Più il mio cuore duole, più s’accresce il dolore.
La mia fame compie sciocchezze,
La mia ignoranza non ha rimedio.
Corre il diritto della distruzione lancinante.



IL PENSIERO

Il pensiero è il ponte
Tra paradiso e inferno.
Il pensiero è potere,
Un’incantesimo magico senza fine.

Il pensiero è uno strumento
Per il lavoro nella vita umana.
Il suo dono è sorriso,
Il suo trionfo, la lama della saggezza.

L’azione è il frutto
Di pensiero sublime e povero
Per aprire e chiudere
La nostra Porta per la di Compassione di Dio.
 



L’AMORE E’ QUESTO,
INOLTRE L’AMORE E’ QUELLO

L’amore è la strada che porta
Le nostre anime alla vasta unione.
L’amore è la tempesta di passione
Che gioca con la nostra polvere vitale.

L’amore del bambino è una fiamma d’emozione.
L’amore degli occhi è libertà, paura.
L’amore del cuore è respiro o morte.
E l’amore ha poco costo, l’amore è dispendioso.



RICORDO

Ricordo…
Mia madre mi amava, il suo mondo.
Mio padre mi amava, il suo sogno.
La mia casa mi amava, il suo “supremo.”

Ricordo…
Pregavo con lo sbocciare dell’alba,
Giocavo con il sole splendente.
La mia vita era un divertimento di nettare.

Ricordo…
Cantavo con le stelle luccicanti
Danzavo con la luna fluttuante.
Tutto è andato perso, ahimè, troppo presto.

Ricordo, ricordo, ricordo.



 
IL FLAUTO DORATO

 Conosco un mare di Pace, di Gioia, di Luce
Al di là delle mie possibilità.
La tempesta agitata della notte in lacrime
Trova in me spazio per infuriare ed allagare. 

Io urlo forte, ma invano;
Sono indifeso, la terra è crudele!
Quale forte anima sa condividere il mio dolore?
Trovo, solitario, il dardo della morte.

Sono una zattera sul mare del tempo,
I miei remi sono trascinati via.
Come sperare di raggiungere la regione
Del Giorno eterno di Dio?

Ma ascolta! Sento il tuo flauto dorato,
Le sue note fan discendere la Sommità.
Ora sono salvo, Oh Assoluto!
Lontana è la morte, lontano il rigido sguardo della notte!




MAESTRO

O Signore della natura, Sole sovrano di tutto!
Chi se non Te, parlerà di Te?
Attraverso l’eternità, il tuo sorriso di grazia
Libera ogni anima che aspira dal muto richiamo della notte.

Realtà unica! Tu sei l’anello che congiunge
Il baratro più profondo, alla vetta più alta.
In Te esse sentono il loro cielo luminoso,
In Te tutti gli esseri si muovono, ondeggiano e volano.

Noi non abbiamo la visione del dorato contemplare
Per vedere la tua onnitrascendente Forma mistica;
Tu sei il mezzogiorno di tutti i nostri giorni,
L’irremovibile Pilota nella dura tempesta della morte.
 


IL MESSAGGIO DELL’ABBANDONO
 
Oggi tu mi hai dato
Il messaggio dell’abbandono.
Io ti ho offerto
Il fiore stesso del mio cuore.
Nella notte oscura e lacrimosa,
Nell’ignota cella-prigione dell’illusione,
Nella dimora del finito,
Più non resisterò.
Io so che tu sei mia,
Lo so, Madre,
O Regina dell’Eterno.