La Volontà di Dio

La Volontà di Dio in un individuo è qualcosa che cresce, come un muscolo che si sviluppa: forte, sempre più forte. La Volontà di Dio esiste per far sentire all’individuo che c’è qualcosa di durevole, di permanente, di eterno. Quando si raggiunge quel livello si conoscerà la Volontà di Dio, la si potrà conoscere dal senso di durevole soddisfazione che ci dà.

Ogni cosa eterna, immortale, divina, è Volontà di Dio. Anche se Egli lavora con l’Eternità non è insensibile neanche per un solo secondo, perché è partendo da un secondo, due secondi, tre secondi che entriamo nell’Infinito e nell’Eterno. Cerchiamo di sentire la Sua Volontà in noi ad ogni secondo. 

Vi è un metodo molto semplice per sapere qual è la Volontà di Dio per noi, come individui. Ogni giorno quando iniziamo la nostra giornata, costruiamo il nostro mondo, prendiamo delle decisioni, sentiamo che le cose devono essere fatte in un certo modo. Io devo trattare con questa persona in questo modo, io devo dire questo, io devo fare questo, io devo dare questo: ogni cosa è io, io, io.

Se invece di tutto questo pianificare potessimo rendere le nostre menti assolutamente calme e silenziose, potremmo conoscere la Volontà di Dio. Questo silenzio non è il silenzio di un corpo morto, esso è il dinamico, progressivo silenzio della ricettività. Con il totale silenzio e la ricettività sempre in crescita della mente, possiamo conoscere la Volontà di Dio.

Quando la mente umana lavora intensamente, la Volontà divina non può lavorare. La Volontà di Dio lavora solo quando la mente umana non lavora. Quando essa diventa un calice puro, il Supremo può riversarvi la Sua Pace, Luce e Beatitudine infinite.

Per ora non sentiamo la Voce di Dio. Può esserci qualcosa che sentiamo provenire da dentro e che riteniamo essere la Sua Voce ma può essere solo una voce proveniente dal fisico sottile o dal vitale sottile oppure da qualche altra parte. Quando invece rendiamo silenziosa la mente possiamo sentire una voce silenziosa dentro, nella parte più profonda del nostro cuore o al di sopra del capo, e quella è la Voce di Dio. Una volta che sentiamo la Sua Voce non possiamo fare alcun errore nella nostra vita. Se ascoltiamo sempre i Suoi dettami andremo costantemente avanti, in alto e all’interno.

Stiamo costantemente costruendo e demolendo la casa della nostra mente. Se invece di fare e disfare la casa a nostro piacere potessimo svuotare la mente, renderla calma e tranquilla, Dio potrebbe costruire il Suo Tempio oppure il Suo Palazzo in noi a modo Suo. Quando avrà costruito la Sua Dimora in noi Egli dirà: “Ho costruito questa casa per te e per me perché ci viviamo assieme, Io l’ho costruita ma non è solo per Me, è anche tua. Vieni.”

Il modo per noi più semplice di conoscere la Volontà di Dio è di diventare lo strumento e non il fattore. Se diverremo solo lo strumento per eseguire i Piani di Dio allora la Sua Volontà agirà in noi e attraverso di noi. Dio compie l’azione ed è l’azione, Egli è ogni cosa. Noi osserviamo soltanto.

Per sapere facilmente qual è la Volontà di Dio,
Dobbiamo nutrire il divino in noi
Ed illuminare l’umano in noi.

Come posso conoscere qual é la Volontà di Dio nella mia vita quotidiana?

Puoi conoscere qual è la Volontà di Dio nella tua vita quotidiana se al mattino presto offri la più profonda gratitudine a Dio per ciò che ha già fatto per te. Quando offri il tuo cuore di gratitudine questo si espande e quando si espande diventa uno con la Realtà Universale di Dio. Un cuore di gratitudine sboccia come un fiore e quando il fiore è completamente sbocciato, lo apprezzi e lo ammiri.

Anche nel tuo caso, quando il tuo cuore di gratitudine sboccia Dio è subito contento. Se offri gratitudine per ciò che Dio ha già fatto per te, naturalmente la Sua dolce Volontà agirà in te ed attraverso di te. Alla mattina presto, prima di meditare o prima di fare qualunque altra cosa, offri più gratitudine possibile: offri con tutta l’anima le tue lacrime proprio perché sei diventato quello che sei ora. Se fai questo alla fine diventerai infinitamente migliore di come sei adesso. La tua gratitudine ti renderà capace di sentire qual è la Sua Volontà. La Volontà di Dio agirà in te e tramite te, e  Dio compirà ogni cosa attraverso di te e per te se offri gratitudine.

Come posso sapere cosa Dio vuole che faccia?
Puoi saperlo facilmente se non sei attaccato al risultato e se non ti esalti per il risultato. Prima di fare qualcosa prega Dio così: “Dio, se questa è la Tua Volontà, per favore ispirami ad eseguirla correttamente.” Mentre lavori, dì a Dio, “Dio, poiché ho accettato questo lavoro con la sensazione che Tu vuoi che io lo faccia, per favore lavora in me ed attraverso di me affinché io possa eseguirlo correttamente. Sarò in grado di conoscere quale è la Tua Volontà dalla Tua ispirazione.” Alla fine del lavoro offri il risultato, sia che sia un successo o un fallimento, ai Piedi di Dio con la stessa gioia. 

Come posso sapere se sto eseguendo la Volontà di Dio o se sto appagando il mio proprio ego?

Quando soddisfi le richieste dell’ego immediatamente hai la sensazione di essere il padrone del mondo oppure che stai per diventare il padrone del mondo. Sei gonfio di orgoglio e senti che il mondo è ai tuoi piedi. Quando viene soddisfatto un tuo desiderio senti immediatamente: “ Oh, è stato soddisfatto un mio desiderio, sono diventato qualcosa e il resto del mondo non raggiungerà ciò che io ho.” Vi è sempre un senso di superiorità quando viene soddisfatto l’ego.

Quando esegui la Volontà di Dio la questione della superiorità o dell’inferiorità non si pone, in quel momento senti solo unità. Senti che Dio ti ha scelto oppure ti ha accettato come Suo strumento prediletto e che Egli sta operando in te ed attraverso di te. Non importa quello che raggiungerai, fosse anche qualcosa di veramente grande, straordinario, originale, non avrai alcun senso di orgoglio personale, al contrario ti sentirai estremamente grato a Dio per avere scelto di appagare Se Stesso in te ed attraverso te. Non vi sarà orgoglio ma solo un senso di espansione.

Eseguire la Volontà di Dio significa raggiungere qualcosa. Quando raggiungi qualcosa senti un’espansione della coscienza, quando invece soddisfi le richieste del tuo ego ti senti completamente separato dal resto del mondo. Tu sei il signore e il resto della creazione è ai tuoi piedi. In questo modo puoi riconoscere la differenza tra le due azioni.

Il dono di sé alla Volontà di Dio
È, senza dubbio,
Un frutto lento a maturare,
Ma è il frutto più delizioso.

Dobbiamo pregare quando vogliamo qualcosa o dovremmo pregare solo perché sia fatta la Volontà di Dio?

Pregare affinché sia fatta la Volontà di Dio è la forma di preghiera più elevata, ma per un principiante è quasi impossibile pregare Dio sinceramente per soddisfarlo a Modo Suo. Alla mattina presto un principiante dirà a Dio: “O Dio, voglio essere un Tuo figlio incondizionatamente abbandonato”, poi un momento dopo quando in lui entrano gelosia, insicurezza oppure orgoglio, il suo dono di sé diventa completamente condizionato. In quel momento il cercatore dice: “O Dio, alla mattina presto Ti ho pregato così sinceramente di soddisfare la Tua Volontà in me, ma Tu non hai ascoltato la mia preghiera altrimenti sarei rimasto al di sopra della gelosia, della paura, del dubbio, dell’ansia ed dell’attaccamento.”

Se il cercatore prega per qualcosa la mattina e la sua preghiera non viene soddisfatta nel giro di poche ore, immediatamente si scoraggia e smette di pregare e di meditare per sei mesi. Per un giorno offre la sua preghiera sincera e poi per sei mesi è pronto a godere dell’ignoranza. Quando un cercatore è proprio all’inizio è sempre consigliabile che preghi Dio per quello di cui sente maggior bisogno, sia questo la pazienza, la purezza, la sincerità, l’umiltà o la pace. In seguito Dio gli darà pace, luce e delizia, precursori di qualcosa di infinito che arriverà nel suo essere interiore.

Una volta che avrà ricevuto e raggiunto un po’ di pace, luce e benedizioni e avrà stabilizzato fino ad un certo grado il suo essere interiore, avrà un po’ di fiducia nell’operato di Dio così come nella sua vita di aspirazione.

Quando qualcuno sta facendo un progresso molto veloce oppure quando è un po’ avanzato, sente che c’è una Realtà dentro di sé che non lo deluderà né lo abbandonerà, sente che Dio è pienamente consapevole di ciò di cui ha bisogno ed è più che desideroso di fornirgli le cose di cui necessita perché Egli vuole soddisfare Sé stesso in e attraverso il Suo strumento prescelto. All’Ora prescelta Dio soddisferà Sé stesso dentro ed attraverso quel Suo particolare strumento prescelto.

Quando un cercatore prova questo tipo di fiducia dentro di sé, quella è per lui l’ora di pregare: “Sia fatta la Tua Volontà.” Adesso può dire sinceramente: “O Dio, ora voglio soddisfarti solo a modo Tuo.” In quel momento sentirà che Dio vuole manifestarsi dentro ed attraverso lui, sentirà che nel momento in cui Dio lo farà perfetto sarà capace di servire la divinità nell’umanità.

Se un parente prossimo sta male, possiamo pregare Dio per ricevere potere curativo?

Supponiamo che tua madre stia male. Se invece di dire, “Cura mia madre, cura mia madre”, riuscirai a dire, “Pongo mia madre ai Piedi di Dio”, farai la cosa migliore. Il tuo migliore potere curativo sarà di porre tua madre ai Piedi di Dio perché Egli sa cosa è meglio.

Quando offri la tua volontà alla Volontà di Dio ottieni potere e questo potere sarà utilizzato per Dio, Lui Stesso ti dirà come utilizzarlo; invece se cerchi di guarire per conto tuo, nonostante le tue migliori intenzioni, potresti opporti alla Volontà di Dio.

Supponiamo che preghi e mediti per acquisire potere divino per curare le persone ed aiutare il mondo. Dirai, “Voglio essere un cammello e portare l’intero fardello del mondo sulle mie spalle”, ma se il cammello non è illuminato come può aiutare gli altri ad ottenere l’illuminazione?

Tu stai correndo verso la tua meta, se chiedi a Dio di darti qualcosa, questa sarà soltanto una cosa in più che dovrai portare e ti potrebbe rallentare. Se la tua meta è l’illuminazione, pensa solo alla tua meta e a nient’altro.

Se il rimedio per una malattia viene spontaneamente dal di dentro e non devi esercitare il tuo potere mentale o la tua forza di volontà, allora non sarà una questione di ego, di orgoglio oppure di vanità. Se durante la tua meditazione vedi all’improvviso una luce interiore e in questa luce ottieni una cura per qualche malattia fatale, ovviamente potrai offrire questa illuminazione interiore a tutto il mondo; tuttavia la cosa migliore è di diventare prima illuminati. Solo allora starai servendo Dio nel Suo modo proprio, altrimenti alcune volte servirai Dio nel Suo modo proprio ed altre volte nutrirai il tuo ego.

Come puoi spiegare la differenza tra la Volontà di Dio e l’illusione di fare la Volontà di Dio?

Per conoscere la volontà di Dio non è necessario essere un grande Maestro spirituale o un’anima altamente avanzata, che sono molto, molto rare sulla terra, ma bisogna essere almeno un cercatore.

Come si può essere un vero cercatore? Un vero cercatore sente che senza Dio non solo è inetto ma è anche senza speranza, vuoto e inutile in ogni senso. Senza Dio egli è niente, con Dio è tutto. Egli è aspirazione, è manifestazione, è rivelazione, è manifestazione. Se si ha questa sensazione interiore riguardo se stessi, in breve, si può diventare un vero cercatore.

Un cercatore sincero cerca di meditare devotamente ogni giorno. Chi medita devotamente ogni giorno otterrà presto libero accesso al Reame interiore di Dio e sarà capace di sentire il Suo Messaggio. Ovviamente è facile dire che devi meditare devotamente ma in realtà meditare devotamente può sembrare difficile come scalare il Monte Everest. Quando inizi a meditare devi sentire che la tua stessa vita, la tua stessa esistenza, il tuo stesso respiro sono un’offerta al Pilota Interiore in te. Solo in questa maniera puoi meditare devotamente e avere un sentimento di devozione verso Dio.

Durante la meditazione arriva il momento in cui la tua mente è assolutamente calma e quieta, vi è solo purezza, serenità e profondità nella tua mente. Purezza, sincerità e profondità hanno un volto comune che è detto tranquillità, quando la tranquillità è con loro esse sono perfette.

Quando la mente sarà diventata calma, quieta, tranquilla e vuota, dentro il tuo cuore sentirai una fitta oppure sentirai qualcosa di estremamente piccolo, come una soffice bolla. È una cosa piccola, ma lì in lettere d’oro sta scritto un messaggio. Anche se tieni gli occhi chiusi, non importa, talvolta il messaggio viene trasferito dal cuore alla testa e con la mente puoi vedere che il messaggio è arrivato. Ma se hai la capacità di immergerti in profondità, vedrai che il messaggio è già stato inciso nel tuo cuore. Proprio perché lì non lo puoi vedere, il messaggio deve arrivare alla mente fisica perché tu ne sia convinto.

All’interno dei più intimi recessi del tuo cuore, dove ogni cosa è inondata di purezza, un messaggio non può essere scritto da nessun altro che da Dio. Lì nessuna forza non divina può entrare. Questo non vale per la mente: nella mente vi può sempre essere un’allucinazione mentale, un’invenzione o qualche verità auto imposta che noi abbiamo creato.

Nei più intimi recessi del nostro cuore invece, nessun pensiero che disturba, nessun pensiero di lotta, nessun pensiero di repressione oserà mai entrare. Le profondità del nostro cuore sono ben protette, ben difese da Dio Stesso perché la Ricchezza ed il Tesoro Suoi propri sono lì. Egli stesso è là come custode, a guardia del Suo Tesoro.

Quando mediti, per piacere cerca di sentire la necessità di aprire completamente il tuo cuore e di chiudere completamente la tua mente fisica. La mente fisica è la mente che pensa a coloro che sono vicini e cari, agli amici, al resto del mondo. Quando serri la porta della tua mente fisica e apri la porta del tuo cuore, la mente diventa calma e quieta e il cuore diventa tutto ricettività. Quando la tua concentrazione e la tua meditazione saranno focalizzate sul cuore e il cuore sarà ricettivo, allora naturalmente il tesoro che il cuore protegge, il Messaggio di Dio, verrà alla luce e sarai capace di leggerlo e di utilizzarlo nella vita di tutti i giorni.

Una cosa è sentire il Messaggio di Dio correttamente, e un’altra è ascoltarlo ed eseguirlo. Sono non  pochi quelli che sentono il Messaggio di Dio, ma essi non lo riescono ad eseguire nella vita esteriore. Per fare ciò hai bisogno di fede in te stesso, fede di essere non solo un figlio di Dio ma un Suo figlio prescelto. Tutti sono figli di Dio, ma non tutti sono i Suoi figli prescelti perché non tutti stanno aspirando consapevolmente. I prescelti sono coloro che vogliono veramente Dio qui ed ora, coloro che sentono che non esistono, che non possono esistere senza Dio. Proprio perché tu stai aspirando sinceramente puoi dichiararti un figlio prescelto di Dio.

Quando la tua vita di aspirazione e di dedizione
Esiste sulla terra
Solo per il soddisfacimento della Volontà di Dio,
Allora certamente sentirai
Che la tua vita di successo
Ed il tuo cuore di progresso
Non sono nient’altro che
Uno sforzo senza fatica.

Come posso essere più positivo verso l’abbandono a Dio?

Quando ci abbandoniamo a Dio, ci abbandoniamo alla nostra parte più elevata perché Egli è la nostra parte più illuminata. Non possiamo separare Dio dalla nostra esistenza. Se sentiamo che noi e Dio siamo uno, allora diremo che Dio è la nostra parte più illuminata mentre noi, al momento, non siamo illuminati. Se siamo saggi e sappiamo che l’Uno che è completamente illuminato è parte integrante della nostra esistenza, andremo là per ricevere da Lui. Se consideriamo l’abbandono in questo modo, non ci sono problemi. Invece se consideriamo l’abbandono come la condizione dello schiavo verso il suo padrone non saremo mai capaci di sentire la nostra unità. Lo schiavo si abbandona al suo padrone per paura, ha paura di essere sostituito se non fa bene il suo lavoro, sente che indipendentemente da ciò che ha fatto, anche se ha fatto ogni cosa per il suo padrone con tutta l’anima, con devozione, forse anche incondizionatamente, pure non vi è garanzia che il padrone gli dia ciò che vuole o che il padrone lo compiaccia veramente. Se il padrone è un comune essere umano e se ha alcuni schiavi allora otterrà quello che vuole dai suoi schiavi, ma quando si tratta di sacrificare se stesso, egli sarà milioni di miglia lontano dai loro bisogni.

Quando offriamo la nostra esistenza a Dio abbiamo il sentimento di unità che c’è tra il Padre ed il figlio o tra la Madre e il bambino. Il bambino piccolo sente sempre come suo proprio quello che suo padre possiede. Suo padre ha una macchina; il bambino ha solo tre anni ma dirà: “Io ho una macchina”. Lui non dice: “Mio padre ha una macchina”, dirà soltanto “È la nostra macchina.”

Se cambiamo il nostro concetto di relazione con Dio non vi è nessun problema. Se Egli ha Pace pure noi abbiamo ogni diritto di reclamare la Sua Pace come nostra propria. Egli è nostro Padre, così possiamo ereditarla proprio perché Dio è nostro Padre, proprio perché Egli è nostra Madre possiamo avere questo tipo di consapevolezza. Ma se sentiamo che noi siamo schiavi di Dio ed Egli è il nostro Signore Supremo, che siamo ai Suoi Piedi e che dobbiamo dargli tutto, allora non avremo la sicurezza, non avremo la garanzia che Egli ci accontenterà.

Se invece abbiamo il sentimento di unità che c’è tra padre e figlio, tra madre e bambino, sentiremo che il bambino ha ogni diritto di reclamare come sua propria ogni cosa posseduta dalla madre o dal padre. Un bambino non si arrende, egli reclama legittimamente come sua la ricchezza di sua madre o la ricchezza di suo padre.

Non ci sottomettiamo a nulla, diventiamo semplicemente consapevoli del fatto che apparteniamo a qualcuno che ha tutto, dobbiamo solo andare sempre a reclamarlo. Non è per niente difficile per i piedi sentire la loro unità con la testa perché i piedi sanno che pure la testa molto spesso ha bisogno di aiuto dai piedi.

Similmente, quando aspiriamo, arriviamo a sentire che Dio ha bisogno di noi in ugual misura. Come noi abbiamo bisogno di Lui per realizzare l’Altissimo, la Verità Assoluta, pure Lui ha bisogno di noi per la Sua manifestazione. Così come non è poco dignitoso per Dio ricevere aiuto per la Sua manifestazione sulla terra da gente ignorante, come può essere poco dignitoso per noi chiedere a Dio di darci pace, luce e beatitudine?

Una volta stabilita la nostra unità cosciente con Dio non vi è sottomissione, è solo un reciproco dare e prendere. La testa riceve con gioia ciò che i piedi hanno da offrire e viceversa. Noi diamo a Dio la nostra aspirazione ed Egli ci dà la Sua Realizzazione, noi Gli diamo ciò che abbiamo, Egli ci dà quello che ha e quello che è. In questa maniera non ci sottomettiamo, semplicemente ognuno reclama l’altro come suo proprio.

Lo sviluppo della nostra forza di volontà interferisce con la nostra capacità di abbandono?

Se avremo una forza di volontà ferrea otterremo la capacità di abbandonarci incondizionatamente, se possiamo abbandonarci incondizionatamente svilupperemo forza di volontà. La forza di volontà interiore che è la luce dell’anima, e l’abbandono che è l’unità del cuore con l’Assoluto, vanno assieme. Non vi è differenza tra la forza di volontà dell’anima e l’abbandono incondizionato alla Volontà del Supremo: sono entrambi ugualmente forti. Se ci si può abbandonare incondizionatamente alla Volontà del Supremo, questo è il risultato della propria forza di volontà interiore, della luce dell’anima.

Abbandona la tua volontà alla Volontà di Dio.
Vedrai che
Tutte le tue delusioni
Si trasformeranno in inimmaginabile forza.

Come possiamo abbandonarci al Supremo?

Puoi abbandonarti al Supremo nella stessa maniera in cui ti sei abbandonato all’ignoranza. È molto facile abbandonarsi. Ti sei già abbandonato all’ignoranza, non puoi dire di non esserti mai abbandonato a nessuno, perciò conosci già l’arte dell’abbandono. Devi solo cambiare il tuo maestro, devi sentire intensamente il bisogno di un nuovo maestro. Qualcuno ti ha insegnato tutto in modo sbagliato, ora il Supremo sta aspettando di insegnarti ogni cosa in modo corretto. Colui che ti ha istruito non è il vero insegnante, ma ti sei abbandonato a lui per centinaia e migliaia di anni. Ora la stesso abbandono lo devi avere con il Supremo.

Se rifiuterai di abbandonarti
All’ignoranza,
Allora Dio certamente ti permetterà
Di vivere all’interno
Del suo Porto-Compassione.
Ogni vita deve diventare
Un fiume di abbandono
Prima che possa dare ciò che ha
E ciò che è
Al mare della soddisfazione.


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